Vito Vincenzo Di Turi
Istruttore
demaniale – Consulente Storico-Giuridico in materia di Usi Civici e terre
Civiche
Iscritto
nell’Elenco degli Istruttori e dei periti Delegati tecnici – Sezione
storico-giuridico
(B.U. Regione
Puglia 11 novembre 2004, n.135)
I cittadini di Palagianello sono proprietari
di un ricco patrimonio boschivo:
“SERRAPIZZUTA”. ED E’ VERO!
Mi piace tanto ricordare
a tutti i Palagianellesi, anche a quelli che sanno, che il bosco “Serrapizzuta”
è di tutti i cittadini e non del Comune il quale, con riferimento al bosco, per
essere l’Ente esponenziale, ha soltanto la gestione in nome e per conto dei
proprietari, ovverosia i cittadini, tutti, di Palagianello i quali, su
quel terreno, hanno il diritto di esercitare gli Usi civici sia “Uti
singuli” sia “Uti cives, come diffusamente esercitati in
passato.
Dobbiamo sapere, tutti,
anche quelli che conoscono, che il bosco Serrapizzuta è stato concesso in
proprietà a tutti i cittadini (non al Comune) dopo la divisione in massa dei
demani avvenuta per effetto dell’eversione della feudalità ed in compenso degli
usi civici che i cittadini naturali di Palagianello
esercitavano su tutte le terre ex feudali.
Brevemente, affermerò che
dopo gli avvenimenti della rivoluzione francese, con la legislazione
napoleonica, il sistema politico-economico del Regno di Napoli fu sconvolto;
furono emanate disposizioni radicali; il Diritto Feudale fu soppresso:
la feudalità con tutte le sue
attribuzioni resta abolita ... . Tutte le città, terre e
castelli...saranno governati secondo le leggi comuni del Regno.
(art.1, legge 2 agosto 1806, n°130).
La trasformazione istituzionale e sociale fu
completata con altri successivi provvedimenti.
Mentre la legge 2 agosto 1806, dichiarando
abolita la feudalità con tutte le sue attribuzioni, colpiva il potere baronale
nelle sue prerogative giurisdizionali e, in certa misura, nella sua stessa base
patrimoniale, la legge 1° settembre 1806 sulla ripartizione dei demani
promovendo un nuovo assetto delle terre, sia feudali sia comunali, dava un
nuovo impulso al già avviato processo di privatizzazione e di chiusura delle
terre comunali.
A seguito di ciò i feudi
furono divisi:
- ·-le difese comunali furono restituite ai cittadini e date in gestione ai Comuni sotto la denominazione di "Demanio Universale".
- ·-una parte dei territori furono dichiarati demaniali ed assegnati ai Comuni in compenso dei diritti di uso civico che i cittadini esercitavano sul demanio ex feudale;
- ·-l'altra parte rimase nelle mani dei baroni, ormai ex feudatari, a compenso di antichi titoli e/o di crediti maturati nei confronti del Regno.
Con l'ordinanza del 16
febbraio 1811, fu quantificata, in ragione della metà, la quota spettante al
Comune di Palagianello in compenso degli usi civici su tutto il territorio ex feudale,
mentre con quella 16 settembre 1811, il Procuratore Acclavio, nel fare proprio
il verbale di misura e apprezzo di tutto il territorio soggetto a divisione,
conferiva incarico all'agente ripartitore del distretto di Taranto, Carlo
Fasano, di eseguire il distacco della quota di territori assegnati al Comune di
Palagianello nella divisione in massa dei demani ex feudali.
Dopo quell'operazione
al Comune, quale Ente esponenziale e gestore delle terre assegnate
alla popolazione (collettività), fu destinato anche il bosco
“Serrapizzuta” nel quale bosco, che peraltro non può cambiare destinazione
d’uso, i cittadini di Palagianello hanno il diritto imprescrittibile,
inalienabile, inusucapibile, incommerciabile di esercitare l’uso civico
ovverosia, per semplicità, il diritto di raccogliere funghi, erbe
selvatiche, erbe aromatiche, fare legna, passeggiare, camminare, godere
dell’aria balsamica impregnata dai profumi dei pini, attingere acqua dai due
pozzi (ancora esistenti?), pernottare (se possibile) ecc.
E se questo diritto è
esercitato dal cives rispettando il bosco, nessuna autorità, dico
nessuna può vietarlo.
Va da se che
l’Amministrazione comunale, quale Ente esponenziale, si deve far carico
di un regolamento, sentito i cittadini, perché sia il bosco, sia i diritti
inalienabili ed imprescrittibili dei cittadini stessi siano rispettati.
Questa, brevemente, molto
brevemente la situazione storico-giuridica del bosco civico “Serrapizzuta” che,
ripeto, è proprietà dei cittadini.
Ritornerò sull’argomento,
se necessario, con maggiore incisione.
Castellaneta, 21 luglio
2008
Vito Vincenzo Di Turi
Chiesa Rupestre S. Lucia in una foto di circa 7 anni